Profilo di FlaminioWind's WhisperFotoBlogElenchiAltro Strumenti Guida

Blog


10 luglio

Occhi Neri - Parte III

Trascorsi immensi attimi perso in quel nome.
Eva come la prima donna.
Come la prima tentatrice.
Come l'immancabile ombra che da sempre fiancheggiava la luce.
Lo ripetei tra me e me.
Eva...
Lo assaporai scorrere attraverso le mie labbra,sibilare soddisfatto tra i miei denti.
Eva.
Si allontanò da me con un sorriso sornione.
"Ti piace,piccolo mio?"
Mi feci indietro di scatto,con espressione disgustata.
Ma stavo fingendo.
E lo sapeva perfettamente anche lei.
Qualunque cosa mi avesse fatto,diventava ogni istante più forte.
"Bene,adesso che sai come chiamarmi...sarebbe il caso di passare a faccende più interessanti"
La guardai confuso.
Cos'altro poteva volere da me.Cos'altro aveva in mente.
"Non hai fame?"
La domanda mi colpì.
Era tremendamente fuori luogo,così assurdamente fuori posto in quella situazione assurda.
Eppure,qualcosa in me la trovò perfettamente adeguata.
Mi resi conto che avevo una risposta.
Si,avevo fame.
Una fame tremenda.
Qualcosa dentro di me si era svegliato.
Ed esigeva un pasto.
"Si..."
Lo dissi a bassa voce,sorpreso.
Lei ghignò.
"Beh,il tuo cibo è li..."
Con un cenno del capo indicò il fagotto accartocciato in un angolo della stanza.
Fu per un istante,un solo istante,ma mi sembrò di vedere un brivido,un sussulto tra quegli stracci.
Mi avvicinai.
Non volevo,eppure le mie gambe si muovevano da sole.
Arrivai a sfiorarlo con le punte dei piedi.
Poi mi chinai.
Lentamente.
Centimetro dopo centimetro.
Avvicinai la mano e afferrai un lembo di quello straccio.
Ebbi un attimo di esitazione.
Poi tirai con uno strattone.
Avvolta tra coperte e vecchi stracci,Anna gemeva in lacrime.
La bocca era tappata malamente da quello che sembrava un vecchio jeans avvolto intorno alla testa.
Polsi e caviglie erano nerastri nella penombra della stanza.
Avvicinai gli occhi per vedere meglio e sobbalzai indietro inorridito.
I nervi erano stati recisi di netto,come con una lama affilata.
Probabilmente erano anche in cancrena.
Eppure Anna era ancora cosciente.
Urlai contro Eva.
"Cosa le hai fatto?!Cosa le hai fatto puttana?!"
Per tutta risposta Eva sorrise tranquillamente.
Mi scagliai contro quel demonio ghignante.
Volevo ucciderla.
Strangolarla.
Farla a pezzi.
Ma il mio corpo si fermò dopo poco più di un secondo.
"Gli esseri umani sono avvolti nelle catene,piccolo mio.
Catene che essi stessi creano a misura per la propria vita.
I loro legami con le altre persone,i loro principi,le loro leggi.
Le loro idee ed i loro sentimenti.
Catene che vengono costruite anello dopo anello,spira dopo spira.
Chissà cosa succederebbe se un essere umano si liberasse di tutte le proprie catene.
Di tutti i suoi vincoli.
Della sua stessa mortalità,della sua stessa natura di umano.
Cosa diventerebbe allora,piccolo mio?
L'essere umano perfettamente libero?
Un Dio?
O forse un mostro,un demone senza volto?
Non sei curioso di scoprirlo?
Ti sto offrendo la possibilità di varcare una soglia.
Ti sto regalando una porta da aprire.
Quello che ci sarà dopo sarà solo splendore ed eternità.
Non vuoi scoprire quanto un uomo può diventare grande?"
"No!"
Lo dissi piano,senza fiato.
E lo ripetei.
Come una litania,una filastrocca.
Eppure dentro di me qualcosa diceva il contrario.
Mentre la mia voce diceva "No",la mia anima urlava "Si".
"No..."Lo dissi disperato,cercando di convincere me stesso.
Lacrime iniziarono a scorrermi sul viso in una scena pietosa.
Eva sorrise.
Si mosse verso di me,immobilizato nel mio corpo che sempre di più le apparteneva.
Mi carezzo il viso e asciugo le mie lacrime.
"No..."
Era diventato il mio crocifisso.
Il mio amuleto contro il buio.
Ma come la croce di un uomo senza fede,quella parola non aveva il minimo potere.
Sentii il mio corpo sciogliersi.
Appena ne riebbi il controllo indietreggiai.
Andai verso Anna e mi accasciai accanto a lei.
Mi guardava in lacrime.
Ad un passo dalla follia continuava a guardarmi supplicante.
"Ti prego,liberami.Ti prego,aiutami".Era questo quello che dicevano quegli occhi.
Le accarezzai il viso,mentre continuavo a piangere disperato.
Lei continuava a fissarmi.
Dritto negli occhi.
Dritto verso il fondo della mia anima.
Occhi limpidi i suoi,anche adesso,annebbiati dal dolore.
"Mi fido di te".Dicevano quegli occhi.
"Tu sei quello che amo".Urlavano.
"Tu mi salverai,so che lo farai".
Avvicinai le mie labbra alle sue e le baciai.
Le sorrisi,anche in quel momento le sorrisi.
E anche se distrutta dal dolore,anche se imbavagliata,lei ricambiò.
Il suo splendido sorriso,dolce e meravigliosamente innocente.
Mi fissò,i miei occhi nei suoi.
Sorrisi di nuovo.
Poi i suoi occhi si spalancarono in un espressione di immenso dolore.
Vidi quanto a fondo poteva scavare la sofferenza in un essere umano.
Un fiotto di sangue scivolò attraverso lo straccio che aveva in bocca.
Abbassò lo sguardo sbarrato verso il suo petto.
La mia mano penetrava attraverso di esso,all'altezza del cuore.
Tossì un rivoletto di sangue e rialzò gli occhi.
Mi guardò di nuovo.
Ma questa volta lo sguardo era spento.
Rassegnato.
Vidi il vuoto.
E poi sentii la sua vita scorrere in me attraverso la mano.
La vidi spegnersi poco a poco.
Riuscivo a sentire ogni molecola della sua essenza abbandonarla e venire in me.
Vidi i suoi occhi diventare bianchi e spenti.
E poi la sua splendida pelle corrugarsi ed incresparsi come carta al fuoco.
Secondo dopo secondo,Anna divenne un mucchio di polvere tra gli stracci.
In mano avevo qualche granello.
Aprì le dita.
Fissai la polvere che era stata Anna.
La bestia che portavo dentro era sazia.
Ma adesso mi rendevo davvero conto di cosa avevo fatto.
Apri la bocca.
Ma nessun suono ne venne fuori.
Riprovai,ed emisi solo un gorgoglio strozzato.
Mi girai verso Eva.
Non sentivo più nulla,non capivo più nulla.
La mia mente girava all'impazzata senza fermarsi un attimo a cristallizare i pensieri.
Eva sorrideva.
Qualcosa in lei era cambiata.
Da sotto la pelle vedevo pulsare qualcosa.
Qualcosa di orrendo.
Una luce rossa,eppure totalmente oscura.
I suoi occhi non esistevano più.
Dove prima c'erano le orbite adesso vedevo vuoto.
No,non vuoto.
In fondo a quelle orbite cave qualcosa c'era.
Vidi un essere intelligente e malvagio.
Vidi di peggio.
Vidi il male nella sua forma più pura.
Improvvisamente la mia voce tornò.
Urlai,senza controllo,senza pensare.
Urlai con tutto il fiato che avevo in corpo ed anche qualcosa in più.
Urlai perso totalmente nella mia follia.