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12 maggio

Senza Titolo.

Senti la voce della tua anima?
Senti il respiro dei tuoi tanti ricordi,
di anni di sospiri nascosti?
Ascolta il sussurro
del profondo te
di ogni desiderio mai avverato
di ogni sogno a cui hai rinunciato
ascolta le urla
di ogni piccola morte
che ti porti dentro
di ogni tuo fallimento.
 
Qual'è il prezzo che hai pagato,
per poterti trascinare avanti?
Quante parti di te hai abbandonato
quante volte  hai tradito te stesso
per ogni momento senza valore
per una vita priva di senso.
 
Senti la voce del tempo che scorre
Senti ogni volta che ti sei arreso alla sorte
Per ogni sogno su un foglio strappato
per una vita uguale alla morte.
 
Probabilmente già da domani odierò questa poesia,già per il semplice motivo che in genere io detesto scrivere in rima.
Ma mi è uscita così,ed in fondo non lascio morire nessuna delle mie creature,per quanto possano non piacermi.
10 maggio

Occhi Neri - Parte I

Occhi Neri
 
Parte I
 
Avevo ventidue anni quando morii.
Non dimenticherò mai il sole rovente di quel Maggio incredibilmente caldo.
Sentivo il mondo rinascere intorno a me,dopo un inverno grigio e gelido.
Lo sentivo ancora nelle ossa quel gelo.
E non era solo quello del vento freddo di Dicembre.
Era lo spazio vuoto che mi aveva lasciato dentro...
Anna,dolce piccola Anna.
Mi guardava come se fossi un dio.
Vedevo l'adorazione nei suoi occhi,sentivo l'amore incondizionato per me in ogni sua parola.
Anche io l'amavo.
Come un padrone ama distaccatamente il suo animale domestico.
Ogni tanto le concedevo una carezza,un bacio.
E lei era felice.
Le bastava così poco...
Capì di non poter fare a meno di lei quando era già troppo tardi.
Quando già l'avevo persa,per sempre...
Gli occhi,furono quelli che mi condannarono.
Gli occhi neri e maliziosi di quella che sarebbe dovuta essere la sua migliore amica.
Due pozzi infiniti di lussuria e cinismo.
Me ne resi conto quando era troppo tardi.
Quando Anna entrò nella sua stanza e ci vide.
Noi due,tra i gemiti e le urla,i morsi ed i graffi.
Come due animali.
Seppi qualche tempo dopo che era stata lei a chiamare Anna.
Era stata lei a lasciare la porta aperta,perchè potesse entrare.
Eppure in fondo,lo capii nel momento stesso in cui vidi colei che amavo correre via tra le lacrime.
Lei sorrideva,ancora calda e ansimante.
Mi fissava con i suoi occhi neri.
Mi liberai del suo corpo,delle sue gambe intrecciate dietro la mia schiena.
Le corsi dietro,ma Anna non c'era più.
Dovette passare molto tempo prima che la rivedessi.
Ripensandoci adesso,mi rendo conto che la colpa fu mia sin dall'inizio.
Ho sempre avuto in mano la possibilità di cambiare il mio destino,ma non lo feci mai.
Fu per questo che due settimane dopo ero di nuovo a casa della mia maledizione.
Odiavo me stesso.
Odiavo lei,la sua disgustosa perfidia.
Le sbattevo in faccia ogni singola molecola del mio odio,mentre la scopavo nel suo letto.
Lei mi guardava,sudata e sorridente.
Sapeva perfettamente cosa provavo per lei.
E la cosa la faceva godere.
Il mio odio la accendeva come un incendio.
Continuai a dare in pasto la mia anima ai suoi occhi neri ancora per qualche mese.
Poi arrivò la primavera.
Mi chiamò.
Ancora oggi non so bene come fece.
So solo che sentii nella mia testa la sua voce.
E mi diceva di andare da lei.
Mi aspettava.
C'era qualcosa di diverso.
I suoi occhi neri avevano una strana venatura rossastra.
Era come se ardesse da dentro.
Indossava una sottile vestaglia di seta,aperta davanti.
Sotto era nuda.
Ogni singolo muscolo,in quel corpo perfetto,era teso come una corda.
Mi sorrideva.
Anzi..ghignava.
I suoi denti sembravano tante piccole pietre tombali affilate.
Ebbi paura.
Ma in un lampo compresi.
In fondo lo avevo saputo dal primo momento.
Da quando i suoi occhi neri mi avevano dannato.
Avevo di fronte un demone.
Ricordo a malapena quello che successe dopo.
Mi attirò a se.
E benchè quell'espressione di puro male mi disgustasse,avevo la voglia malsana di farmi scopare.
Credo facesse parte del suo incantesimo.
Ma forse è soltanto la scusa che dò a me stesso.
Forse volevo solo perdermi.
Lo facemmo per terra.
Quandò finii mi sentivo svuotato.
Stavo sdraiato sul pavimento freddo,a respirare piano e a guardare il soffitto.
E senza capire perchè,pensavo ad Anna.
Poi lei venne su di me...
"Ti farò un dono,piccolo mio.Ti donerò un futuro di sangue e vita"
La sua mano si mosse velocemente,e scomparì nel mio petto.
Il dolore durò solo un istante,poi le sue dita bramose toccarono il mio cuore.
E allora sentì freddo.
Un gelo inumano che partì dalle sue dita e mi ghiacciò il sangue.
Sentì la mia vita scivolare via.
E sentì la sua forza disgustosa entrarmi dentro.
I ricordi di una vita mi passarono davanti agli occhi,ma solo un'immagine rimase fissa nella mia mente.
Anna.
Il sorriso di Anna.
I capelli di Anna...
...le lacrime di Anna che scappava via...
...scappava via da me...
 
 
Fine Prima Parte
06 maggio

Citazioni Sparse

Quando tutto sembrerà scivolare tra le dita come sabbia,allora capirai che le cose davvero importanti
sono ancora li,sotto le unghie e sarai felice che riescano ancora a farti compagnia.
 
A volte ci circondiamo delle Voci altrui,per non sentire le Urla della nostra Anima
 
Se si evita di scegliere troppo a lungo,prima o poi sarà il mondo a farlo per noi.
E le scelte che fà di solito non sono piacevoli...
 
Considero ogni mio errore come un nuovo punto di partenza.
Sarà per questo che ho una passione insana per gli sbagli.
 
Si può andare a letto con decine di persone diverse,farlo migliaia di volte
senza che la propria vita cambi minimamente,
Ma può bastare fare l'Amore una sola volta per perdere per sempre se stessi.
 
                                                                                                                    F.Ainàr
02 maggio

Tremo.

Mi avvio alla gogna,il carnefice mi aspetta.
Oggi cadranno delle teste.
 
Se non sopravvivo dite ai miei capelli che li amavo.
E anche a Laura...non la conosco,ma ho imparato ad amarla anche io visto che lo fanno un pò tutti.
 
Ave